Repubblica Italiana
Sotto l’Alto Patronato
del Presidente della Repubblica Italiana
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari
Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali
Istituto per il Libro
Presentazione

E’ il 15 aprile 1909, le sei del pomeriggio, quando, sul grande prato tra la via Casilina e la Tuscolana, a Roma, Wilbur Wright fa provare alla folla, per dieci minuti, la magia del volo. La stampa nazionale dà grande rilievo alla notizia e Gabriele D’Annunzio decide di porre mano a un romanzo sul volo Forse che sì, forse che no.

Ma è la piana di Montichiari, nei pressi di Brescia, a fare da palcoscenico a questa nuova impresa. Tra l’8 e il 20 settembre si è svolto il I Circuito Aereo italiano. E’ stato un evento mondano e clamoroso, in un’epoca in cui gli aeroplani che si erano alzati nel mondo si contavano sulle dita di una mano. L’onore nazionale è tenuto alto grazie alla prova sostenuta e vinta da Mario Calderara, consacrato in seguito “primo aviatore italiano”. Da questo momento il suo nome diventa sinonimo della cultura, della tecnologia e dell’innovazione italiana.

Fra tutti i paesi del mondo l’Italia senza dubbio è quello che maggiormente si è lasciato infervorare dalla conquista del cielo. Memorabile è il tributo che il nostro Paese porta al volo e alla nascente aviazione. Ai primati che l’Italia vanta in ambito tecnico, si aggiunge il particolare apporto culturale dei nuovi cantori italiani alla modernità. L’entusiasmo di D’Annunzio e Marinetti, l’aeropittura futurista, l’eco letterario delle grandi imprese aviatorie, il culto dell’ardimento, il mito dell’altezza e della velocità sono solo i risvolti più evidenti e conosciuti di una passione che si è fatta subito popolare e culturalmente condivisa dal comune sentire del nostro Paese.

Nessun risvolto della vita nazionale resta immune alla febbre aviatoria. Cinema, editoria, poesia, pittura, musica, design, grafica, fumetto, giornalismo, tutti fanno a gara per esaltare l’aeroplano e le sue conquiste.

Per D’Annunzio, attento a cogliere la continuità fra passato e presente, è la “resurrezione del centauro”. Come già Icaro ed Ermete, anche i mitici discendenti della Nuvola autorizzano la modernità. Apparecchi e motori sempre più affidabili trovano subito l’impegno civile che coinvolge la quotidianità di tutti.

Venti anni dopo sarà la grande folla, accorsa nel 1934 alla prima mostra dell’Aviazione di Milano, a suggellare definitivamente la nascita di un vero e proprio fenomeno sociale di massa.

Sono anni d’alta innovazione e tecnologia in cui il ruolo svolto dal nostro Paese nel pionierismo aviatorio si ravvisa non solo nelle memorabili trasvolate che si compiranno negli anni Venti e Trenta, ma soprattutto nel fenomeno di costume che porta in pochissimi anni il volo e l’aviazione ad entrare nel pensiero collettivo.

Oggi, nel 2009, trascorsi esattamente 100 anni da quel lontano 1909, la costituzione del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario dell’Aeronautica Italiana, ha come obiettivo quello di promuovere, preparare ed attuare le manifestazioni atte a celebrare la ricorrenza. Le sue finalità sono molteplici:

Il programma prevede la realizzazione di una serie di eventi culturali e progetti espositivi in grado di ricostruire il valore simbolico, artistico e sociale dell’introduzione in Italia del volo aereo nei primordi dell’aviazione. Ne derivano: